Recensione “Changes” di “Claudio Leone Trio”

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Claudio Leone Trio

Etichetta discografica: Emme Record Label

Anno produzione: 2016

Un sound tagliente, assai incisivo, ma mai sopra le righe, dal quale trasuda il nobile intento di manifestare un’identità espressiva ben precisa. Changes è il nuovo episodio discografico targato Claudio Leone Trio, formazione costituita da Claudio Leone (chitarra), Stefano Battaglia (contrabbasso) e Francesco Merenda (batteria). Gli otto brani che formano la tracklist del CD scaturiscono dall’ispirata vena compositiva del leader, fatta eccezione per Iron (WoodkidGreen United Music). Il climax crepuscolare di The Winter In Boston – Long Version è magnetico. Il brano si apre con una tumultuosa intro concepita da Battaglia, che adopera lodevolmente l’arco per intessere un incedere dall’alto coinvolgimento emozionale. Leone scandisce e scolpisce il suo eloquio ponderandolo brillantemente, attraverso note pesanti come macigni. L’incalzante swing di No Cachet è immediatamente contagioso. Qui il chitarrista snocciola un eloquio guizzante, ornato da un suono particolarmente graffiante. In Hope si staglia un’atmosfera rarefatta. Il playing di Leone è narrativo e descrittivo, sostenuto dal policromatico ed efficace costrutto ritmico cesellato da Merenda. Partorito in solco contemporary jazz, Changes è un disco in cui i tre protagonisti interagiscono simbioticamente dando vita a un discorso musicale chiaro e ricco di feeling che stimola costantemente l’attenzione dell’ascoltatore dalla prima all’ultima traccia.

Stefano Dentice