Recensione “Gnothi Seauton” di Giovanni Sanguineti Nextrio

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Giovanni Sanguineti NEXTRIO

Etichetta discografica: Albore Jazz

Anno produzione: 2016

Un candore comunicativo che suggella un profondo excursus narrativo completamente scevro di svenevolezza. Gnothi Seauton è la nuova creatura discografica partorita dal Nextrio diretto dal sensibile contrabbassista jazz e compositore Giovanni Sanguineti, leader e autore dei dieci brani presenti nel CD. Mario Zara (pianoforte) e Nicola Stranieri (batteria) sono i formidabili compagni di viaggio scelti ad hoc dal musicista ligure per questa avventura. La carezzevole Dawn sortisce un effetto medicamentoso per l’anima. Qui Zara sussurra il suo eloquio con grazia e gusto, imperlandolo con un tocco fatato. Sanguineti scandisce il suo sermone improvvisativo con naturalezza e pacatezza espressiva. Il climax mediterraneo di Between Hot Sand and Thin Ice è particolarmente fascinoso. L’incedere pianistico è lirico, speziato e ornato da ammiccanti inflessioni bluesy e inebrianti coloriture arabeggianti, sostenuto dall’ammaliante pulsazione esotica intessuta dal tandem Sanguineti-Stranieri. Il cullante andamento ternario di Sunset Waltz è distensivo. Zara cesella un playing essenziale, morbido e altamente efficace. Architettato a cavallo tra modern mainstream e contemporary jazz Gnothi Seauton è un disco in cui trionfano la cantabilità dei temi e un genuino senso melodico. Il tutto ingemmato da un’incantevole componente onirica che aleggia durante lo scorrere delle tracce.

Stefano Dentice