Inside Jazz Quartet in concerto al “TrentinoInJazz 2015”

I riflettori si accenderanno mercoledì 22 luglio, alle ore 21:00

L’accogliente Piazza Padre Eusebio Chini di Segno (in caso di maltempo al Museo P. Kino) sarà lo scenario nel quale si esibirà un’eccellente formazione, denominata Inside Jazz Quartet, composta da quattro jazzisti nostrani affermatisi da svariati anni all’interno del circuito jazzistico tricolore: Tino Tracanna (sax), Massimo Colombo (pianoforte), Attilio Zanchi (contrabbasso), Tommaso Bradascio (batteria). Questo prestigioso concerto, inserito nella ricca programmazione del rinomato TrentinoInJazz 2015, si terrà mercoledì 22 luglio, alle ore 21. Il quartetto renderà un affettuoso omaggio ad alcune icone sacre della storia del jazz, tra cui: Thelonious Monk, Wayne Shorter, Horace Silver, Billy Strayhorn, Tadd Dameron, Miles Davis. Dal fraseggio sobrio, regale ed erudito, unitamente a un suono vellutato e riscaldante, Tracanna è una figura di spicco del sassofono jazz nazionale. In 35 anni di onorata carriera ha l’opportunità di collaborare con numerosi musicisti di rango mondiale, come: Steve Lacy, Garrison Fewell, George Cables, Pierre Favre, Dave Liebman, Franco D’Andrea, Paolo Fresu, Giorgio Gaslini, Gianluigi Trovesi, Enrico Rava, Roberto Gatto, Gianni Basso, Giovanni Tommaso, solo per citarne alcuni. Massimo Colombo è un pianista sopraffino. Il suo playing è di pregevole fattura, permeato di adamantine idee armoniche. Nel suo considerevole curriculum figurano collaborazioni di assoluto prestigio, con musicisti del calibro di: Tony Scott, Tommy Campbell, Billy Cobham, Jeff Berlin, Gregory Hutchinson, Yuri Goloubev, Christian Meyer, Paolino Dalla Porta, Tiziana Ghiglioni, Flavio Boltro, Maurizio Giammarco e moltissimi altri ancora. Zanchi è uno tra i migliori contrabbassisti del panorama jazzistico italiano. Musicista dalla sterminata esperienza, dal roccioso timing, dal suono possente, profondo e dalla palbabile sensibilità artistica, annovera un palmares zeppo di collaborazioni con alcune leggende del jazz internazionale, come: Slide Hampton, Mal Waldron, Bobby Watson, Gerry Mulligan, Sal Nistico, Bob Berg, Don Cherry, Roy Hargrove, Chick Corea, Peter Erskine, Phil Woods, John Stowell, Gary Burton, Milt Jackson, Trilok Gurtu, Tom Harrell e tantissimi altri ancora. Bradascio è un batterista dal drumming appassionante congiuntamente a uno swing incalzante e sgargiante. Grazie alle sue comprovate qualità artistiche ha il privilegio di calcare il palco al fianco di diversi jazzisti straordinari, tra i quali: Don Friedman, Jim Rotondi, Jeff Fuller, Franco Cerri, Renato Sellani, Guido Manusardi, Dado Moroni, Paolo Tomelleri. Pertanto, Inside Jazz Quartet regalerà una piacevole serata ad alto contenuto artistico-culturale a tutti i cultori del jazz, che potranno godersi questo spettacolare live grazie ad Enrico Merlin, organizzatore del concerto, e al direttore tecnico Chiara Biondani.

Stefano Dentice

 

Fabio Zeppetella, Dario Deidda e Roberto Gatto in concerto

Sabato 2 maggio, alle ore 22:00, presso il Bar Italia Jazz Club di Cassino

Il Bar Italia Jazz Club di Cassino (Corso della Repubblica – 106), con la preziosa collaborazione dell’associazione culturale Jazz e Libertà, sarà la suggestiva cornice del concerto di un prestigioso trio formato da Fabio Zeppetella (chitarra), Dario Deidda (basso) e Roberto Gatto (batteria). L’appuntamento sarà per sabato 2 maggio, alle ore 22. Dal fraseggio sobrio e calibrato, unitamente a un’apollinea cantabilità, Zeppetella è uno tra i massimi esponenti della chitarra jazz tricolore. Nell’arco della sua intensa carriera colleziona numerose collaborazioni con jazzisti di rango mondiale, tra i quali: Lee Konitz, Kenny Wheeler, Tom Harrell, Jimmy Owens, Steve Grossman, Emmanuel Bex, Joey De Francesco, Aaron Goldberg, Matt Penman, Gregory Hutchinson. Deidda è uno dei bassisti e contrabbassisti più apprezzati e prolifici nel panorama jazzistico europeo. In possesso di un timing irreprensibile e di un’eccellente abilità tecnica, il musicista campano annovera una serie impressionante di collaborazioni live e discografiche con veri e propri fuoriclasse del jazz internazionale, come: Michel Petrucciani, Johnny Griffin, James Moody, Benny Golson, Randy Brecker, Marcus Miller, Vinnie Colaiuta, George Garzone, Steve Turre, solo per citarne alcuni. Roberto Gatto è un’autentica istituzione della batteria jazz nostrana. Profondo conoscitore del “jazzese”, che declama con disarmante naturalezza, snocciola un drumming aggraziato e nobile ma allo stesso tempo poderoso e torrenziale. La sua quarantennale carriera è costellata di illustri collaborazioni con svariati giganti della musica, come: Gilberto Gil, Chet Baker, John Scofield, John Abercrombie, Billy Cobham, Richard Galliano, Joe Zawinul, Pat Metheny, George Coleman, Mina e moltissimi altri ancora. Pertanto, si potrà assistere a un concerto di eccelsa qualità, fortemente voluto da Roberto Reale, intraprendente direttore artistico del Bar Italia Jazz Club e presidente dell’associazione culturale Jazz e Libertà e da Daniele Camerlengo, brillante e creativo critico musicale. Entrambi, mossi da una sconfinata passione per il jazz e con ammirevole dedizione, hanno confezionato un evento di notevole interesse artistico che merita una massiva e calorosa partecipazione.

Stefano Dentice



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Martedì, 31 Marzo 2015 00:00

Joyce Elaine Yuille 4et in tour

 

 

 

Joyce Elaine Yuille 4et in tour

Special guest il poliedrico trombonista statunitense Stafford Hunter

Mercoledì 8 aprile il ristorante Ciuciulia di Brescia sarà la prima tappa del tour targato Joyce Elaine Yuille 4et. Questa formazione composta da Joyce Elaine Yuille (voce), Ettore Carucci (piano), Francesco Puglisi (basso) e Amedeo Ariano (batteria) proporrà un repertorio contenente standard jazz e composizioni originali. Il quartetto ospiterà l’eclettico e brillante trombonista statunitense Stafford Hunter. Il Memo Restaurant di Milano (9 aprile), il Gregory’s Jazz Club di Roma (11 aprile) e il Moody Jazz Cafè di Foggia (12 aprile) saranno le altre tre esclusive location del tour. Dal timbro cavernoso, pastoso, seducente e grondante di blues, Joyce Elaine Yuille è una cantante che può sfoggiare un prestigioso curriculum costellato di significative collaborazioni con artisti di fama mondiale, tra cui: Donna Summer, Randy Crawford, Eddie Floyd, Ronan Keating, Michael Rosen, Paolo Conte, Enrico Intra. Ettore Carucci è un pianista completo, in possesso di una solida tecnica unitamente a una musicalità ricca e cangiante. Grazie al suo luminoso talento ha l’opportunità di condividere palco e studio di registrazione con autentici fuoriclasse della musica internazionale, tra i quali: Benny Golson, Bob Mintzer, Sonny Fortune, Eric Marienthal, Dennis Chambers, Anne Ducros, Mark Guiliana, Tom Kennedy, Kim Plainfield, Adam Cruz. Sideman prezioso e affidabile, Francesco Puglisi è uno tra i bassisti e contrabbassisti più richiesti e prolifici del jazz tricolore. Dotato di un impeccabile timing e di un suono possente annovera numerose e importanti collaborazioni con musicisti di grande blasone, come: Chet Baker, Gary Bartz, Lee Konitz, Steve Grossman, Javier Girotto, Massimo Urbani, Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto, Enrico Rava, Stefano Di Battista, Rosario Giuliani, Dado Moroni, Gianni Basso, Franco D’Andrea, Danilo Rea, Tullio De Piscopo, Flavio Boltro e moltissimi altri ancora. Dal drumming trascinante e carico di nerbo congiuntamente a un torrenziale swing, Amedeo Ariano è un batterista estremamente istintivo. Nell’arco della sua carriera si è esibito al fianco di alcuni tra i più rappresentativi jazzisti al mondo, come: James Moody, Cedar Walton, Mulgrew Miller, John Faddis, Bireli Lagrene, George Coleman, George Garzone, Bobby Watson, Tony Scott, Claudio Roditi, solo per citarne alcuni. Stafford Hunter, special guest del quartetto, è uno tra i migliori trombonisti jazz statunitensi attualmente in attività. Dal suono caldo, intenso e dal fraseggio colto e decisamente scorrevole, può esibire un palmares zeppo di collaborazioni con alcuni giganti del jazz mondiale, tra cui: McCoy Tyner, Lester Bowie, Tony Bennett, Roy Hargrove, Clark Terry, Steve Turre, Abdullah Ibrahim. Dunque, Joyce Yuille e la sua band saranno alle prese con un calendario ricco d’impegni che, da nord a sud dell’Italia, promette scintille.

Stefano Dentice

 

http://ettorecarucci.wix.com/ettore-carucci

 

 

 

Rosario Di Rosa - Pop Corn Reflections

In prima nazionale al teatro “Vittoria Colonna” di Vittoria

Sabato 21 marzo, alle 21.30, il teatro “Vittoria Colonna” di Vittoria sarà la suggestiva cornice della presentazione, in prima nazionale, della nuova fatica discografica firmata dal poliedrico pianista siciliano Rosario Di Rosa. Il disco, contenente nove brani frutto della sua vivida creatività compositiva, è intitolato Pop Corn Reflections ed è licenziato dall’etichetta discografica milanese NAU Records. Il contrabbassista Paolo Dassi e il batterista Riccardo Tosi sono i suoi due talentuosi compagni di viaggio. Alimentato da una morbosa curiosità artistica, compositiva e stilistica, il pianista vittoriese concepisce un album singolare che coniuga svariati stilemi musicali, tra i quali: avant-garde jazz, dodecafonia, minimalismo, serialismo. La sua fisiologica necessità è quella di creare un sapiente connubio nel segno di una colta e iridescente ricerca melodica, armonica, ritmica e sonora. Dal fraseggio etereo e mai prosaico, unitamente a una musicalità ricca e cangiante, Rosario Di Rosa è attualmente uno tra i più interessanti ed estrosi pianisti jazz italiani. Nell’arco della sua brillante carriera annovera prestigiose collaborazioni con musicisti di caratura internazionale, come: Paul Jeffrey, Jimmy Weinstein, Yuri Goloubev, Woody Shaw Jr, Thomas Grimonprez, Jean-Philippe Morel, Pietro Tonolo, Attilio Zanchi, Francesco Cafiso, Giovanni Falzone, solo per citarne alcuni. Gianmichele Taormina, uno tra i più noti e accreditati critici musicali nazionali, introdurrà il concerto-presentazione di Pop Corn Reflections. Questo evento, prodotto dalla NAU Records con il patrocinio della Città di Vittoria, sposa una nobile causa sostenuta dal Kiwanis International Distretto Italia – Club di Comiso, un’organizzazione no-profit che ormai da un secolo realizza opere di carità. Attualmente, coadiuvata dall’Unicef, conduce il progetto Eliminate che si prefigge l’obiettivo di debellare il tetano della madre e del neonato. Pertanto, l’intero incasso del concerto sarà devoluto all’organizzazione, nella figura del suo presidente Gaetano Vermiglio. Pop Corn Reflections, dunque, non è solo ed esclusivamente mera promozione musicale, ma rappresenta anche un prezioso strumento a scopo sociale.

Stefano Dentice

 

Venerdì, 13 Marzo 2015 00:00

SPETTACOLO

 

Gabriele Orsi

Etichetta discografica: Alessio Brocca Edizioni Musicali

Anno produzione: 2015

L’arduo tentativo di perlustrare nuove galassie sonore è sempre apprezzabile. Il poliedrico chitarrista Gabriele Orsi, con la sua nuova avventura discografica intitolata “Spettacolo”, intende intraprendere una direzione diametralmente opposta rispetto al jazz “ortodosso”. Beppe Caruso (trombone), Francesco Carcano (contrabbasso) e Francesco Di Lenge (batteria) sono i suoi tre preziosi compagni di viaggio. Eccetto Pannonica (Thelonious Monk), il leader del progetto firma i sette brani restanti presenti nel cd. L’andamento funk sul quale è costruito il tema di Fluxus Theme è assai accattivante. Orsi e Caruso dialogano in modo spigliato, arricchendo il loro eloquio con fugaci e velate incursioni tendenti al free. Il solo di Carcano è nitidamente cadenzato ed incalzante, ornato da un suono robusto. Di Lenge sciorina un drumming massiccio ed efficace, impreziosito da improvvisi e incandescenti fills. Friends evoca un’atmosfera decisamente surreale. Qui il trombonista sfrutta da cima a fondo l’ampia gamma timbrica del suo strumento, ottenendo un impatto sonoro alquanto sorprendente. L’incedere chitarristico di Gabriele Orsi è vertiginoso e intrigante dal punto di vista armonico. In Viaggio è un’ammaliante e peculiare bossa nova. L’improvvisazione di Francesco Carcano è essenziale e improntata sulla cantabilità. Il solismo di Orsi è sostanzialmente distensivo, espressivo e intelligentemente imperlato da qualche affondo cromatico. “Spettacolo” è un album di notevole interesse, poiché concettualmente moderno e generato attraverso un’accurata perlustrazione sonora, armonica e compositiva.

Stefano Dentice

 

Al “Saloon Public House” di Roccaforzata

Venerdì 20 marzo, a partire dalle 17, il “Saloon Public House” di Roccaforzata avrà la fortuna e l’onore di ospitare uno tra i migliori batteristi in circolazione: Steve Smith. Il noto musicista statunitense terrà una clinic, alle ore 17, della durata di circa tre ore. Alle 22, invece, sarà lo special guest del concerto a cura della “Jonio Fusion Big Band”. Steve Smith è un fuoriclasse assoluto della batteria. Capace di spaziare con naturale disinvoltura dal pop al jazz, dal funk alla fusion, dal rock al metal, è dotato di sensazionale tecnica e impeccabile timing. Il suo drumming è particolarmente complesso e fascinoso, impreziosito da un esteso utilizzo di pirotecnici incastri poliritmici. Il suo groove è estremamente muscolare, profondo e solido. Nell’arco della sua nobile carriera ha condiviso palco e studio di registrazione con musicisti di rango internazionale, tra i quali: Mike Mainieri, Ahmad Jamal, Dave Liebman, Victor Wooten, Mike Stern, Randy Brecker, Scott Henderson, Frank Gambale, Stuart Hamm, Jeff Berlin, Tony MacAlpine, Richie Kotzen. Nel 2001, la prestigiosa rivista “Modern Drummer”, lo ha annoverato tra i 25 migliori batteristi di sempre. Dunque, un incontro ad alto contenuto artistico e culturale, per cui è doveroso menzionare il brillante e talentuoso batterista Alessandro Napolitano, che con sconfinata passione per la musica e specialmente per la batteria ha reso possibile la realizzazione di questo significativo evento.

Stefano Dentice

 

Martedì, 03 Marzo 2015 00:00

A SHORTER MOMENT

Speak No Evil trio

Etichetta discografica: NOTAMI Jazz

Anno produzione: 2014

A Shorter moment nasce dall’esigenza di rendere un appassionato omaggio a uno tra i più rappresentativi ed estrosi sassofonisti jazz viventi: Wayne Shorter. Giovanni Baleani (chitarra), Gianludovico Carmenati (contrabbasso) e Mauro Cimarra (batteria) sono i protagonisti di questo nuovo progetto discografico. Il cd contiene otto brani, tutte composizioni originali a cura del monumentale musicista statunitense. In Speak no evil il fraseggio di Baleani è distensivo, ad alto contenuto espressivo. Il tandem Carmenati-Cimarra sostiene il chitarrista con perizia e acume. In Fall spiccano le qualità solistiche di Gianludovico Carmenati, che sciorina un eloquio ponderato e intenso, imperlato da un suono possente e cavernoso. Giovanni Baleani si esprime attraverso un carezzevole lirismo, dal potere rilassante, supportato dal leggiadro drumming di Mauro Cimarra. Yes or no è un brano decisamente swingante. L’incedere chitarristico è ben articolato e calibrato, mentre il groove prodotto dal contrabbassista e dal batterista è ricco di verve. A Shorter moment è un album passionale, generato con l’intento di far cogliere all’ascoltare la pura essenza comunicativa della musica di Shorter.

Stefano Dentice

Venerdì, 27 Febbraio 2015 00:00

PORTI DI MARE

Marco Castelli

Etichetta discografica: Caligola Records

Anno produzione: 2014

La policroma e fascinosa contaminazione compositiva e stilistica rappresenta il leitmotiv di Porti di Mare, la nuova creatura discografica del sassofonista jazz Marco Castelli. Alfonso Santimone (pianoforte), Edu Hebling (contrabbasso), Mauro Beggio (batteria) e Andrea Ruggeri (batteria e percussioni) sono i preziosi compagni di viaggio del jazzista veneto. Il cd contiene otto brani, di cui quattro sono composizioni originali frutto della vivida creatività del leader, mentre New Orleans Medley (Creepy Feeling - Jelly Roll Morton/Jockey Full of Bourbon - Tom Waits), Alfonsina y el Mar (Ariel Ramirez), El Ciego (Armando Manzanero) e Mercè Dilette Amiche - I Vespri Siciliani (Giuseppe Verdi) completano la scintillante track list. Zanzibar è un brano dal tema avvolgente. Il palpitante e fluido solo di Castelli è caratterizzato da una sopraffina esplorazione dei registri acuti e sovracuti del suo sax tenore. L’eloquio pianistico di Santimone è altamente vibrante e trasudante di brillanti idee armoniche, impreziosito da un roboante glissato che chiude la sua improvvisazione. Entrambi i solisti sono puntualmente sobillati dal groove tribale e contagioso prodotto da batteria e percussioni. Scorribanda è una composizione spumeggiante, specialmente sotto l’aspetto ritmico. Alle prese con il sax soprano, Marco Castelli si esprime attraverso un fraseggio espressivo e zeppo di inebrianti sfumature timbriche. L’incedere del pianista è torrenziale, percussivo e sostenuto da una notevole tecnica strumentale, mentre il groove della sezione ritmica è un inarrestabile fiume in piena. In Xela il sax soprano intesse affascinanti linee melodiche dal pathos evocativo. Alfonso Santimone dà vita a un solo cangiante e mai prosaico armonicamente. Porti di Mare è un album suggestivo, concepito con l’ammirevole intento di coniugare e valorizzare il ricco retaggio artistico-culturale appartenente a continenti come Africa, America, Asia ed Europa.

Stefano Dentice

Sabato, 21 Febbraio 2015 00:00

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Lunedì, 02 Febbraio 2015 00:00

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