Mercoledì, 16 Ottobre 2019 22:05

Recensione “Unstable Watercolors” di “Adalberto Ferrari 3 èlè-Ments”

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Adalberto Ferrari 3 èlè-Ments

Etichetta discografica: Dodicilune Edizioni Discografiche e Musicali

Anno produzione: 2019

Un mood policromo, serafico ma al contempo impetuoso, ornato da un acume interpretativo particolarmente degno di nota. Unstable Watercolors è la nuova creazione discografica firmata Adalberto Ferrari 3 èlè-Ments, raffinata formazione costituita da Adalberto Ferrari (clarinetto e clarinetto basso), Antonio Zambrini (flauto e pianoforte) e Marco Ricci (contrabbasso). La tracklist è formata da dieci brani originali dati alla luce dall’effusivo cerebro di Ferrari, ad esclusione di Mood Indigo (Duke Ellington). Il climax vespertino e lunare di Mah conquista all’istante. L’eloquio di Ferrari (al clarinetto) è aforistico, sobrio, come fosse scolpito nell’alabastro. Zambrini (al piano) dà vita a un discorso improvvisativo cristallino, immersivo, denso di pathos. Improvisation Game, già fin dalle prime misure, è una composizione ammaliante. Qui alle prese con il clarinetto basso, l’incedere di Ferrari è ammiccante, marcatamente cadenzato e arricchito da alcune improvvise accelerazioni cromatiche. Il playing di Zambrini (sempre al pianoforte) è inebriante, assai godibile, locupletato da un maliardo bluesy mood. Sud è un brano caratterizzato da una forte componente di mediterraneità. Il pianismo di Antonio Zambrini è tensivo, intriso di fascino, dalle influenze postboppistiche, locupletato da intriganti colorazioni di outside phrasing. L’elocuzione del clarinettista è fluente, carica di ardore comunicativo. Orientato verso il contemporary jazz, Unstable Watercolors è un album che, attraverso la diversa natura dei brani, descrive sensazioni differenti, stati d’animo mutevoli. Un disco in cui la placidità comunicativa e l’intensa energia interpretativa, apparentemente agli antipodi, si amalgamano con gusto e saviezza.

Stefano Dentice