Giovedì, 21 Febbraio 2019 19:55

Recensione “Sleeping Beauty” di Jacopo Delfini

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Jacopo Delfini

Etichetta discografica: Autoprodotto

Anno produzione: 2019

Temi cantabili, spassosi, a tratti melanconici, locupletati da una comunicatività immediatamente contagiosa. Sleeping Beauty è la nuova realizzazione discografica autografata da Jacopo Delfini (voce e chitarra), coadiuvato in questo progetto da cinque valenti partner come Mauro Negri (clarinetto), Andrea Aloisi (violino), Michele Frigoli (chitarra), Claudio Ottaviano (contrabbasso) e Alex Carreri (contrabbasso in Nuages). La tracklist consta di dodici brani originali figli della rigogliosa vena compositiva dell’autore del CD, eccezion fatta per Nuages (Django Reinhardt). Il volteggiante andamento ternario di Tea in the box è rassicurante e rasserenante. L’eloquio di Delfini è romantico, impreziosito da uno spiccato senso melodico e da una palpabile generosità comunicativa. Snowy groove è una composizione dal mood descrittivo, evocativo. Jacopo Delfini dà vita a un’elocuzione diretta, placida, causativa, scientemente scevra di pleonastici arabeschi. In Id, il fascinoso andamento beguine dona un tocco esotico al brano. Qui il playing di Delfini è particolarmente appassionato, pregno di trasporto emotivo. Sleeping Beauty è un album che brilla per piacevolezza d’ascolto e sobrietà interpretativa. Un mero omaggio al jazz manouche, maliardo genere musicale di cui il chitarrista/cantante e i suoi fulgidi sodali ne esaltano egregiamente le peculiarità.

Stefano Dentice