Sabato, 22 Novembre 2014 00:00

BCL Trio Special Guest a Radio IN 102

Il Bignone Candura Lacca Trio Special Guest a QUELLICHEALLARADIOPORTANOILVINILE

il format di successo che sta spopolando su Radio In 102

Serata da non perdere in diretta streaming con Filippo Barbaro - Viviana Pisciotta - Pierantonio Passante

 

 

Mercoledì, 19 Novembre 2014 00:00

"Light Frames" a By Night Jazz

 

VENERDI 21 NOVEMBRE 2014 - ORE 21:00 QUI LA DIRETTA STREAMING 

☆☆☆ ULTIM'ORA ☆☆☆

L'approfondimento cambia in: "Brass Group, si riparte dall’Orchestra Jazz Siciliana"

Martedì, 18 Novembre 2014 00:00

PALERMO JAZZ CLUB PRESENTA SCUOLA DI CHITARRA

Umberto Porcaro

- Conferenza Stampa -

21 Novembre - ore 10,30


Si Presenta la Scuola dedicata allo studio della chitarra.

Il “Palermo Jazz Club”, spazio musicale e culturale della città di Palermo, protagonista in ambito internazionale, inizia una nuova ed interessante attività.
Dall'idea di Alberto Acierno con la collaborazione di Umberto Porcaro, si darà vita ad una vera e propria scuola dedicata allo studio della chitarra (Jazz,Blues,Rock,Pop e Classica).

Palermo Jazz Club - Via Quintino Sella, 49 - Palermo

Marco Girgenti Meli per PJC

Martedì, 18 Novembre 2014 00:00

PREMIO PIPPO ARDINI V EDIZIONE

COMUNICATO STAMPA

Il nucleo di valutazione, composto da Olga Ardini e dai noti musicisti palermitani Igor Ciotta, Lelio Giannetto  e Fabrizio "Pez" Pezzino, ha reso noti i nomi dei candidati che passeranno alle selezioni. Ecco i finalisti:

Sezione 1 -  “Musicisti presentati da Dirigenti Scolastici ”

  • Gea Livia Zarba - Liceo Linguistico Statale G. Turrisi Colonna di Catania
  • Giorgia Romeo - Istituto comprensivo statale Vittorio Emanuele III di Palermo
  • Giovanni Campo - Istituto Comprensivo A. Roncalli di Grotte (AG)
  • Gruppo coordinato dal Prof. Zimmardi - Istituto Comprensivo A. Roncalli di Grotte
  • Anna Luglio - Educandato Maria Adelaide di Palermo
  • Salvatore Neglia (tromba) - Istituto Comprensivo “Barbera” Caccamo (PA)

Sezione 2 - “Solisti strumentisti e gruppi autonomi”

  • Double Feel 4et di Gianluca Militello
  • Angelo Leonforte Gruppo Trio
  • Indian Jazz TreeO di Stefano India

Sezione 3 - “Cantanti autonomi” 

  • Chiara Tinnirello
  • Ruggero Paruta
  • Francesca Caruso

I finalisti aspireranno ai seguenti premi:

  1. esibizioni al Castelbuono Jazz Festival e al Vittoria Jazz Festival edizioni 2015
  2. esibizioni offerte dalle associazioni Congo Square, Premio Giardini Naxos Valle dell’Alcantara e dall’Associazione Curva Minore
  3. una serata dedicata al vincitore su By Night Jazz
  4. l’organizzazione Tuscia in Jazz offre inoltre al miglior gruppo la partecipazione al Jimmy Woode European Jazz Award e al miglior solista un seminario gratuito “Summer Camp”.

I finalisti si esibiranno al concerto conclusivo che si terrà lo stesso 5 dicembre 2014 presso l’Auditorium RAI di Palermo in viale Strasburgo n. 19 alle ore 21 in diretta streaming.

 

La serata sarà presentata da Marco Girgenti Meli conduttore del programma By Night Jazz su Radio IN 102 in collaborazione con Antonella Grillo. Decreteranno i vincitori la giuria popolare presieduta dal Dirigente dell’U.S.R. per la Sicilia Dott. Luca Girardi e dalla giuria tecnica composta oltre che dai già citati Igor Ciotta e Lelio Giannetto, anche dal pianista Tonino Bignone, dal vibrafonista Alberto Asero, dalla cantante Alessandra Mirabella, dal sassofonista Claudio Giambruno, dal trombettista Giacomo Tantillo e dal direttore artistico Fabio Lannino.

 

Ospiti della serata saranno il pianista Giovanni Gravagno e la cantante Valeria Terruso, vincitrice della scorsa edizione del Premio Pippo Ardini, sorprenderanno i presenti anche i giurati in una breve ma intensa jam session.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Marco Girgenti Meli per la Famiglia Ardini

Lunedì, 17 Novembre 2014 00:00

L'eredità del Jazz Siciliano.

 

L'eredità del Jazz Siciliano

da By Night Jazz del 14 Novembre 2014


Se dovessi elencare tutti i nomi dei musicisti che vado osservando e seguendo con attenzione non basterebbe una serie di By Night Jazz per nominarli tutti, e tutti, nella loro espressione musicale, meritevoli. Quindi nessuno me ne voglia se utilizzerò la vista notturna di un satellite che evidenzia solo i punti in luce del nostro magnifico triangolo in mezzo al mare. Luci di rinascita che vibrano di suoni e di voci di rinnovamento.

Il rinascimento del jazz Siciliano che fa della nostra terra la New Orleans d’Italia! Un’isola (musicalmente) felice, dove crescono talenti come funghi, il jazz si suona per strada da Catania a Gela o sugli infiniti palchi dei sempre più numerosi festival che nascono in luoghi piccoli ma bellissimi. Festival che calamitano talenti che cercano di guadagnarsi un futuro nel mondo. Dove a Palermo c’è l’unica fondazione jazzistica d’Europa, «The Brass Group» che, nonostante la penuria di fondi, quest’anno ha aumentato gli iscritti del 70 %.


Una rivoluzione gridata dal sax totale di Francesco Cafiso, il ragazzino che con il suo contralto stregò Wynston Marsalis a 13 anni e oggi è l’ambasciatore italiano del jazz. «Si diventa migliori solo incrociando la propria musica con quella di altri artisti, giocando, divertendosi nascono le cose migliori» racconta lui, oggi novello compositore con un triplice disco ispirato alla sua Sicilia che uscito a fine 2013, in registrazione con il nuovo ed in tour in Oriente. Cafiso, a 24 anni, è anche direttore artistico di due dei festival che d’estate fanno suonare la Sicilia. A Vittoria, dove vive nonostante la musica lo porti sempre più lontano, ha messo in piedi un evento della durata di ben un mese.

Pablo - Francesco Cafiso Island Blue Quartet

«Come altrove siamo partiti da zero, oggi i manager di grandi artisti stranieri ci chiedono di partecipare» racconta Francesco. Piazza nel centro storico, didattica e seminari la mattina, concerti di sera, jam session di notte. Il Vittoria Jazz Festival è parte di un network di eventi dove il talento medio fa paura: «Il jazz è una democrazia perfetta, ti costringe ad ascoltare tutti: arrivano ragazzi con il loro strumento in valigia, il palco non si nega a nessuno e anche gli artisti più importanti non si tirano indietro quando c’è da fare un pezzo insieme» spiega. Molti ragazzi sono attratti anche dalla politica dei concorsi che i festival organizzano. In palio oltre a premi in denaro, ci si guadagna rispetto e visibilità per suonare altrove. L’ultimo nato è il «Marsala Wine Jazz».

A cavallo tra luglio e agosto si prende il centro di Siracusa «Ortigia Jazz» con un itinerario tra eventi musicali che culmina coi concerti al tramonto alla fontana Aretusa. Da una ventina d’anni è un’istituzione anche «Canicattini Bagni». Basta una strada: il palco, il jazz club, la gente.

Sergio Amato Jazz Fest di Canicattini Bagni

Rino Cirinnà, 49 anni, una vita da sassofonista culminata a Berkeley alla corte di Tony Bennet, oggi promuove artisti nel tacco della Sicilia. «L’onda jazz è nel nostro dna: anche nel mondo del pop, penso a Battiato o Carmen Consoli, gli artisti sono splendidamente contorti, hanno una prospettiva diversa, una curiosità introspettiva — spiega —. Creando un network di eventi riusciamo ad abbattere i costi e sostenere un movimento di talenti» dice Cirinnà.
L’Italia (del jazz) non è un paese per vecchi. Sull’onda del successo di Cafiso, dalla nicchia in cui per scelta (o colpa) dei mass media ce l’avevano cacciato, escono artisti giovanissimi capaci di stregare il pubblico con poche note. In provincia di Ragusa vivono per suonare i gemelli Cutello che già da due anni, con tromba e sax, hanno «colpito» gli addetti ai lavori. Seri, umili, una dedizione totale al jazz. Non esistono pc o playstation. Timidi, quasi non parlano: suonano. Prima di rispondere alle domande si consultano tra di loro.

I gemelli Matteo e Giovanni Cutello al festival jazz di Castelbuono

Poi c’è il sax contralto di Francesco Patti, 20 anni, palermitano, autodidatta totale. Un orecchio da fuoriclasse e la facilità educata di affiancare i mostri sacri. Giuseppe Cucchiara, 20 anni, figlio d’arte di Enna, è arrivato al contrabbasso dopo essere passato da sax e pianoforte. «Mi piace la responsabilità ritmica che devo prendermi: a gennaio ho iniziato a studiare a Boston, ma conto di tornare qui, i legami e i rapporti che si creano nella mia terra sono unici per crescere» racconta.
Un’esplosione generazionale aperta dal talento di altri musicisti, che passati i 30 anni sembrano veterani. La tromba lirica del catanese Dino Rubino, il contrabbasso di Marco Panascia, 38 anni, detto «il motore», la chitarra di Francesco Buzzurro, 42 anni di Agrigento, definito da Morricone tra i migliori al mondo. Poi ci sono band che hanno deciso di viaggiare insieme: Urban Fabula, Tinto Brass o gli Ottoni Animati, che piacerebbero a Bregovic per l’abitudine a scendere dal palco per suonare mescolandosi alla gente.

Ottoni Animati - Street Band Show

Poi ci sono realtà come la mia tesa a scoprire, seguire e lanciare i musicisti locali o come quella della COMAR23 di Alfredo Colianni che produce artisti jazz siciliani ed è siciliana di Enna. I festival, i conduttori come me, l’istituzione di premi senza costi di adesione sono tutti sforzi della nostra terra, di gente della nostra terra mirati a creare un ponte per aiutare i musicisti a misurarsi con l’estero senza dovere lasciare la loro terra.

Un ritorno al futuro con radici antichissime. La tradizione bandistica, il primo momento per i giovanissimi per misurarsi con certi strumenti. In Sicilia ci sono 398 comuni e 1177 bande censite. Sarà pure l’ennesimo contrasto ma da queste parti ha un suono bellissimo.

Accodandoci alla nascita di numerosissimi Jazz Club, Scuole di Jazz ed Associazioni rivolte alla cultura ed alla diffusione di questa forma d’arte, vogliamo creare anche noi la nostra Preservation Hall, qui in Sicilia, come è stato a New Orleans.

Marco Girgenti Meli


 

Lunedì, 17 Novembre 2014 00:00

L'eredità del Jazz Siciliano.

Il Format di Formazione ed Informazione Jazz

Il Format di Formazione ed Informazione Jazz


Se dovessi elencare tutti i nomi dei musicisti che vado osservando e seguendo con attenzione non basterebbe una seri di By Night Jazz per nominarli tutti, e tutti, nella loro espressione musicale, meritevoli. Quindi nessuno me ne voglia se utilizzerò la vista notturna di un satellite che evidenzia solo i punti in luce del nostro magnifico triangolo in mezzo al mare. Luci di rinascita che vibrano di suoni e di voci di rinnovamento.

Il rinascimento del jazz Siciliano che fa della nostra terra la New Orleans d’Italia! Un’isola (musicalmente) felice, dove crescono talenti come funghi, il jazz si suona per strada da Catania a Gela o sugli infiniti palchi dei sempre più numerosi festival che nascono in luoghi piccoli ma bellissimi. Festival che calamitano talenti che cercano di guadagnarsi un futuro nel mondo. Dove a Palermo c’è l’unica fondazione jazzistica d’Europa, «The Brass Group» che, nonostante la penuria di fondi, quest’anno ha aumentato gli iscritti del 70 %.


Una rivoluzione gridata dal sax totale di Francesco Cafiso, il ragazzino che con il suo contralto stregò Wynston Marsalis a 13 anni e oggi è l’ambasciatore italiano del jazz. «Si diventa migliori solo incrociando la propria musica con quella di altri artisti, giocando, divertendosi nascono le cose migliori» racconta lui, oggi novello compositore con un triplice disco ispirato alla sua Sicilia che uscito a fine 2013, in registrazione con il nuovo ed in tour in Oriente. Cafiso, a 24 anni, è anche direttore artistico di due dei festival che d’estate fanno suonare la Sicilia. A Vittoria, dove vive nonostante la musica lo porti sempre più lontano, ha messo in piedi un evento della durata di ben un mese.

Pablo - Francesco Cafiso Island Blue Quartet

«Come altrove siamo partiti da zero, oggi i manager di grandi artisti stranieri ci chiedono di partecipare» racconta Francesco. Piazza nel centro storico, didattica e seminari la mattina, concerti di sera, jam session di notte. Il Vittoria Jazz Festival è parte di un network di eventi dove il talento medio fa paura: «Il jazz è una democrazia perfetta, ti costringe ad ascoltare tutti: arrivano ragazzi con il loro strumento in valigia, il palco non si nega a nessuno e anche gli artisti più importanti non si tirano indietro quando c’è da fare un pezzo insieme» spiega. Molti ragazzi sono attratti anche dalla politica dei concorsi che i festival organizzano. In palio oltre a premi in denaro, ci si guadagna rispetto e visibilità per suonare altrove. L’ultimo nato è il «Marsala Wine Jazz».

A cavallo tra luglio e agosto si prende il centro di Siracusa «Ortigia Jazz» con un itinerario tra eventi musicali che culmina coi concerti al tramonto alla fontana Aretusa. Da una ventina d’anni è un’istituzione anche «Canicattini Bagni». Basta una strada: il palco, il jazz club, la gente.

Sergio Amato Jazz Fest di Canicattini Bagni

Rino Cirinnà, 49 anni, una vita da sassofonista culminata a Berkeley alla corte di Tony Bennet, oggi promuove artisti nel tacco della Sicilia. «L’onda jazz è nel nostro dna: anche nel mondo del pop, penso a Battiato o Carmen Consoli, gli artisti sono splendidamente contorti, hanno una prospettiva diversa, una curiosità introspettiva — spiega —. Creando un network di eventi riusciamo ad abbattere i costi e sostenere un movimento di talenti» dice Cirinnà.
L’Italia (del jazz) non è un paese per vecchi. Sull’onda del successo di Cafiso, dalla nicchia in cui per scelta (o colpa) dei mass media ce l’avevano cacciato, escono artisti giovanissimi capaci di stregare il pubblico con poche note. In provincia di Ragusa vivono per suonare i gemelli Cutello che già da due anni, con tromba e sax, hanno «colpito» gli addetti ai lavori. Seri, umili, una dedizione totale al jazz. Non esistono pc o playstation. Timidi, quasi non parlano: suonano. Prima di rispondere alle domande si consultano tra di loro.

I gemelli Matteo e Giovanni Cutello al festival jazz di Castelbuono

Poi c’è il sax contralto di Francesco Patti, 20 anni, palermitano, autodidatta totale. Un orecchio da fuoriclasse e la facilità educata di affiancare i mostri sacri. Giuseppe Cucchiara, 20 anni, figlio d’arte di Enna, è arrivato al contrabbasso dopo essere passato da sax e pianoforte. «Mi piace la responsabilità ritmica che devo prendermi: a gennaio ho iniziato a studiare a Boston, ma conto di tornare qui, i legami e i rapporti che si creano nella mia terra sono unici per crescere» racconta.
Un’esplosione generazionale aperta dal talento di altri musicisti, che passati i 30 anni sembrano veterani. La tromba lirica del catanese Dino Rubino, il contrabbasso di Marco Panascia, 38 anni, detto «il motore», la chitarra di Francesco Buzzurro, 42 anni di Agrigento, definito da Morricone tra i migliori al mondo. Poi ci sono band che hanno deciso di viaggiare insieme: Urban Fabula, Tinto Brass o gli Ottoni Animati, che piacerebbero a Bregovic per l’abitudine a scendere dal palco per suonare mescolandosi alla gente.

Ottoni Animati - Street Band Show

Poi ci sono realtà come la mia tesa a scoprire, seguire e lanciare i musicisti locali o come quella della COMAR23 di Alfredo Colianni che produce artisti jazz siciliani ed è siciliana di Enna. I festival, i conduttori come me, l’istituzione di premi senza costi di adesione sono tutti sforzi della nostra terra, di gente della nostra terra mirati a creare un ponte per aiutare i musicisti a misurarsi con l’estero senza dovere lasciare la loro terra.

Un ritorno al futuro con radici antichissime. La tradizione bandistica, il primo momento per i giovanissimi per misurarsi con certi strumenti. In Sicilia ci sono 398 comuni e 1177 bande censite. Sarà pure l’ennesimo contrasto ma da queste parti ha un suono bellissimo.

Accodandoci alla nascita di numerosissimi Jazz Club, Scuole di Jazz ed Associazioni rivolte alla cultura ed alla diffusione di questa forma d’arte, vogliamo creare anche noi la nostra Preservation Hall, qui in Sicilia, come è stato a New Orleans.


 

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