"By Night Jazz" - Puntata #001 del 02.01.2015

diretta streaming alle 21:00 su http://tunein.com/radio/Radio-In-102-1020-s199811/

Domenica, 28 Dicembre 2014 00:00

Palermo, quanto lontano potrai volare?

Palermo, quanto lontano potrai volare? - 5.0 out of 5 based on 1 vote

Scendi in centro per le vie del Capo sino a raggiungere la Via Maqueda che non riconosci. Un fiume di persone ed una confusione di pelli che confondono le radici della Città. Fuggi da quella babele la cui unica armonia è la coerenza delle brillanti luci fredde in alto sul selciato. Ritrovi calore nel sorriso di una sposa che varca l’uscita di Sant’Ignazio all’Olivella, ti giri ed il kebab, ad altri, fa tristemente da serata.

Foto Paola Di Lorenzo

La strada percorsa ti invita nuovamente dove due indecisi sulla porta, Angelo percussionista e lei polacca, entrano con te nuovamente in jam session. Forme d’Arte ti accoglie come sempre sonnecchiante e come una moviola ti pervadono i colori delle tele. A Palermo il tempo è relativo, e prima che tutto lo swing si riunisca passano istanti, ognuno con il suo metro. E’ finalmente lo standard. Solar di Davis, (sarà a causa del freddo!) dà il La ai musicisti. Aido Mangiaracina, bassista dal tocco virtuoso; Fabio Nicosia, con le sue sequenze lunghe e stringate; Angelo Pertusati, che scalda la batteria di Pez alla ricerca del proprio stile. Fabrizio Pezzino, poliedrico artista che ti sveste dai pensieri; Bino Cangemi, preciso come un metronomo; Fausto Riccobono, autodidatta virtuso; Accompagnano la sala sapida dell’ascolto e della conversazione di amici che non si conoscono. Nuovamente attraversa il viaggio The Chicken per arrivare alla voce nera di Marianna Costantino. Ci porta al Sud e parte il Blues, soft e tiepido, una culla che riscalda l’ambiente. Ancora più a Sud con Stella By Starlight in versione bossanova, quando “basta che uno tergiversi, si tira a tutti” (F.Pezzino). Summertime, due flute di birra, una bianca, una nera, Autumn Leaves, il book e Marianna accompagnano quella che sapora di rimpatriata scolastica aperta a tutte le classi. Nulla di esclusivo, se non che l’ottima cena e l’accoglienza. Esco verso il Brass quando arrivano due “kriminali”, Roberto Gervasi e Antonino De Luca, fisarmonicisti, a scaldare ancor più la sera.

La Jam Session continua quando sono già in auto per lo Spasimo. Percorro la Città attraverso i suoni di Daniel Sax al Marlyn Pub, House in Theatre al Palamangano, Christmas Hope Night al Teatro Brancaccio, Davide Rinella al Wagner, mentre a La Galleria riecheggia ancora la voce di Francesca Caruso e le mura sono impegnate da una delle numerose Christmas in Jazz di questi giorni.

Arturo Di Vita Fotografia

La Piazza è affollata di automobili, il parcheggio immediato di fronte al 15 di Via dello Spasimo. The Brass Group. L’accoglienza del Blue Brass denso di ascolto. Si replica a sala piena in ogni ordine di posti ed in ogni ordine di angolo. Scelgo il mio, oggi in fondo, cambio punto di vista. Mi diverte familiarmente il gioco di spalle di Domenico Riina, come diverte i bambini presenti. Sul palco tutti gli amici: il solo di Claudio Giambruno, il solo di Sergio Munafò, quello di Giuseppe Urso, il grande ritorno di Riccardo Randisi. Gli altri sono Magia, Luce, Swing, Calore, Coesione, Gruppo, Orchestra. Tanti neri sul palco. Tanti soldati sul palco. Ognuno con la propria mira. Colpisce il segno Giambruno, quando si alza dallo scranno e spara acuto alla platea. La gente sempre attonita della riscoperta, altri della scoperta, altri dei ricordi. Come non avessero mai conosciuto il Jazz o mosso lo Swing interiore. La riscoperta dell’emozione che dona la centralità del corpo, lungi da platonismi e censure, tornata all’origine dallo storico scivolo di Via Duca della Verdura. La rinascita cancella lo spasimo degli ultimi anni. Una accordo antico sulle melodia di How Far Can You Fly di Lucas Flores sull’applauso di grazie ad Ignazio Garsia. Quanto lontano potrai farci volare? E’ replica di quaranta anni di successi; replica e bis. Nessuno si alza, aspettano, ancora; aspettano fino al sedici del primo del nuovo anno, quando Burt e voce magica li stordirà nuovamente. Un calice di champagne a brindare. A cosa? All’anno trascorso? A quello a venire? Si brinda a tutto! Ad ogni sorriso, encomio ed abbraccio. Tutti per le vie antiche portando con se, per altri, l’animo rinnovato dalla purezza di una Scuola senza banalità. 

Le vie storiche, le nuove; tutte trasudano di Jazz. Una Palermo in rinascita fermentuosa di attività sonore che si mischiano ai dialetti delle etnie; tutto diverso, tutti eguali nello Spirito, tutti uniti nello Swing.

Palermo come New Orleans, ora! O lo è sempre stata, ora? Ne sta prendendo consapevolezza e coscienza, ora!

Marco Girgenti Meli

 

si ringraziano per le immagini: Paola Di Lorenzo - Arturo Di Vita Fotografia

 

 

 

 

 

 

Mercoledì, 24 Dicembre 2014 00:00

☆ COMING SOON EVENT ☆

Teatro Garibaldi - Enna - Italy

Mercoledì, 17 Dicembre 2014 00:00

Giorgia Romeo conduce By Night Jazz

"By Night Jazz" - Puntata #16 de 19.12.2014

diretta streaming su http://tunein.com/radio/Radio-In-102-1020-s199811/

Lunedì, 08 Dicembre 2014 00:00

Gli Indian Jazz Treeo conducono By Night Jazz

"By Night Jazz" - Puntata #15 de12.12.2014

diretta streaming su http://tunein.com/radio/Radio-In-102-1020-s199811/

Lunedì, 08 Dicembre 2014 00:00

JAZZ VENUE SNAP SHOT

JAZZ VENUE SNAP SHOT - 5.0 out of 5 based on 1 vote

 

Jam Session alle diciotto, mi preparo. Dalla via a piedi, arrivo prima come sempre, e nessuno. Diciotto e trenta, sete, bevo, e nessuno. Diciannove, languore e primi timidi amanti del Jazz. Palermo!

Porta aperta sulla strada antica, senza gorilla, perché lasciati liberi di entrare nel sogno.

Ore venti, il locale pieno di visi già distesi e sorridenti. Combattuto nello scegliere fra la musica, gli amici o l’ammiccante buffet, prendo tutto!

Luce gialla riverbera negli occhi mentre avvolto dal divano mi lancio all’ascolto di Route 66. Dal cubo nero vibra la voce di Mary Ann.

La musica dei compagni di serata che si accende ai sorrisi di Fabio, il quale mi racconta quanto la Jam Session sia palestra culturale e tecnica. Osmosi perfetta per l’interiorizzazione delle esperienze altrui. Il Jazz un linguaggio universale che se non conosci sei fuori. Un idioma che arriva direttamente ai cuori sulla melodia di Lover Man di Jimmy Davis con la voce di Marianna che ad ogni battuta, ad una ad una, accende le candele in tutto il Club.

Riprendo il dialogo con Fabio: "Il tuo Jazzman preferito?" Risponde: "Papa Francesco! Sta facendo molto Jazz con la sua religione vera di condivisione, senza distinzione alcuna, con preparazione ed umiltà. Tutti elementi alla base della filosofia di vita del Jazz." Mentre lo ascolto l’atmosfera delle pareti si colora delle pennellate del sax di Larry.

Lascio il mio secondo di Merlot Tasari mentre il sigaro mi porta fuori. Ciccio di otto anni supera il fumo e mi dona il suo pensiero: "Il Jazz è come il Rock! Ma mentre il Rock è come quel muro il Jazz è come quel lampione: fa luce!"

Rientro in un’atmosfera dove il gioco delle melodie segue una giostra di alternanze artistiche: Fabrizio Pezzino, Fabio Nicosia, Bino Cangemi, Fausto Riccobono, Tommaso Chirco, Roberto Mezzatesta, Marianna Costantino, Larry NashDario Nicchitta che infortunato suona con lo sguardo.

Jam Session a Forme d’Arte, fortunato chi la respira. Gli assenti non so cosa stessero sognando!

Torno sulla mia strada ricco per aver speso bene un momento della mia vita, che non avrà ritorno.

Si replica tutti i Sabati.

PRO: accoglienza, servizio, comfort, clientela selezionata, musica live doc, cucina eccellente

CONTRO: presentarsi senza compagnia

VALUTAZIONE: 

“I'd give my soul just to call you my own”

Marco Girgenti Meli

Lunedì, 08 Dicembre 2014 00:00

VENUE SNAP SHOT

 

Jam Session alle diciotto, mi preparo. Dalla via a piedi, arrivo prima come sempre, e nessuno. Diciotto e trenta, sete, bevo, e nessuno. Diciannove, languore e primi timidi amanti del Jazz. Palermo!

Porta aperta sulla strada antica, senza gorilla, perché lasciati liberi di entrare nel sogno.

Ore venti, il locale pieno di visi già distesi e sorridenti. Combattuto nello scegliere fra la musica, gli amici o l’ammiccante buffet, prendo tutto!

Luce gialla riverbera negli occhi mentre avvolto dal divano mi lancio all’ascolto di Route 66. Dal cubo nero vibra la voce di Mary Ann.

La musica dei compagni di serata che si accende ai sorrisi di Fabio, il quale mi racconta quanto la jam session sia palestra culturale e tecnica. Osmosi perfetta per l’interiorizzazione delle esperienze altrui. Il Jazz un linguaggio universale che se non conosci sei fuori. Un idioma che arriva direttamente ai cuori sulla melodia di Lover Man di Jimmy Davis con la voce di Marianna che ad ogni battuta accende le candele in tutto il club.

Riprendo il dialogo con Fabio. Il tuo Jazzman preferito? Risponde: <<Papa Francesco! Sta facendo molto Jazz con la sua religione vera di condivisione, senza distinzione alcuna, con preparazione ed umiltà. Tutta la base della filosofia di vita del Jazz.>> Mentre lo ascolto l’atmosfera delle pareti si colora delle pennellate del sax di Larry.

Lascio il mio secondo di Merlot Tasari mentre il sigaro mi porta fuori. Ciccio di otto anni supera il fumo e mi dona il suo pensiero: <<il Jazz è come il Rock! Ma mentre il Rock è come quel muro il Jazz è come quel lampione: fa luce!>>

Rientro in un’atmosfera dove il gioco delle melodie segue una giostra di alternanze artistiche: Fabrizio Pezzino, Fabio Nicolosi, Bino Cangemi, Fausto Riccobono, Tommaso Chirco, Roberto Mezzatesta, Marianna Costantino, Larry Nash. Davide Cuttitta che infortunato suona con lo sguardo.

Jam Session a Forme d’Arte, fortunato chi la respira. Gli assenti non so cosa stessero sognando!

Torno sulla mia strada ricco per aver speso bene un momento della mia vita, che non avrà ritorno.

Si replica il 13 Dicembre.

PRO: accoglienza, servizio, comfort, clientela selezionata, musica live doc, cucina eccellente

CONTRO: presentarsi senza compagnia

VALUTAZIONE: 

“I'd give my soul just to call you my own”

Marco Girgenti Meli

Sabato, 06 Dicembre 2014 00:00

☆ JAZZ FLASH ☆ PREMIO PIPPO ARDINI ☆

 

I vincitori della V Edizione del Premio Pippo Ardini 2014 sono:

  • SEZIONE 1 STUDENTI: GIORGIA ROMEO - Istituto Comprensivo Statale Vittorio Emanuele III di Palermo
  • SEZIONE 2 GRUPPI E SOLISTI INDIPENDENTI: INDIAN JAZZ TREEO - Valerio Rizzo (pf) Stefano India (bs) - Paolo Vicari (batt)
  •  SEZIONE 3 CANTANTI AUTONOMI: FRANCESCA CARUSO
  • PREMIO TUSCIA IN JAZZ MIGLIOR GRUPPO: ANGELO DI LEONFORTE TRIO - Angelo Di Leonforte (pf) - Federico Gueci (cb) - Paolo Vicari (batt)
  • PREMIO TUSCIA IN JAZZ MIGLIOR SOLISTA: SALVATORE NEGLIA (tb) - Istituto Comprensivo Barbera - Caccamo
  • PRIMO PREMIO ASSOLUTO: INDIAN JAZZ TREEO

Indian Jazz TreeO

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Marco Girgenti Meli

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