Giovedì, 28 Novembre 2019 13:25

Recensione “Dream Notes” di Giorgia Santoro e Pat Battstone

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Giorgia Santoro e Pat Battstone

Etichetta discografica: Leo Records

Anno produzione: 2019

Un climax immerso in una sorta di dimensione spaziotemporale surreale, suggestiva, onirica, rarefatta, che consente all’ascoltatore di dar libero sfogo alla propria fantasia interpretativa. Dream Notes è il nuovo episodio discografico partorito dalla flautista Giorgia Santoro e dal pianista Pat Battstone. Gli undici brani di cui consta la tracklist sono figli dell’effusiva attività cerebrale e compositiva di Giorgia Santoro e Pat Battstone, eccezion fatta per Blue/Ocean Of Hearts (Mitchell, Santoro e Battstone). Il mood ipnotico e velatamente esotico di Beyond The River Banks lascia con il fiato sospeso. Il duo intesse un dialogo simbiotico, fitto, aleatorio, adornato da uno spiccato senso descrittivo. In The Flowers of Benten l’atmosfera è vespertina, melanconica. Qui, nel playing della flautista e del pianista, riecheggiano maliarde colorazioni di musica colta. The Mist Of Morning Waters è una composizione enigmatica, inquietante, soprattutto nelle prime misure. Giorgia Santoro e Pat Battstone dialogano inneggiando al free, tra sguscianti scorribande del flauto e ammalianti svolazzi sugli ottantotto tasti del jazzista statunitense. Concepito in pieno solco avant-garde jazz, Dream Notes è un album dal potere evocativo, pullulante di sonorità astruse, un disco per il quale risulta complicatissimo ottenere il consenso di un’ampia fetta di jazzofili. Questo perché è strutturato in modo estremamente cerebrale, in cui la massima libertà comunicativa rappresenta la vera meta da raggiungere per Giorgia Santoro e Pat Battstone che, scientemente e ardimentosamente, si esprimono attraverso un linguaggio distante anni luce da forme stereotipate e cristallizzate.

Stefano Dentice