Mercoledì, 13 Novembre 2019 01:39

Recensione “Fly Down” di Mariano Colombatti

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Mariano Colombatti

Etichetta discografica: Emme Record Label

Anno produzione: 2019

Un groove sempre presente impreziosito da sonorità moderne e fresche, oltre che da architetture armoniche estremamente interessanti. Fly Down è il nuovo progetto discografico dell’eclettico chitarrista e compositore Mariano Colombatti, coadiuvato in questo lavoro da Marco Zago (pianoforte, tastiere e synth) e Alberto Zuanon (contrabbasso e basso), in cui figurano tre ospiti: Valentina Frezza (voce in Another Mistake), Federico Cassandro (batteria) e Alessandro Arcolin (batteria in Inlays). Gli otto brani che formano la tracklist sono autografati da Colombatti. Il riff iniziale di contrabbasso in Fly Down, brano che dà il titolo al disco, è particolarmente accattivante, così come il mood dell’intera composizione. L’incedere del chitarrista è fluido, a tratti velatamente etereo, cosmico. Il climax distensivo e rasserenante di Bedrooms cattura l’attenzione fin dalle primissime battute. Colombatti dà vita a un eloquio godibile, adornato da una raffinata musicalità e da un sobrio senso melodico. Il solo (al piano) di Zago è intriso di levità interpretativa e schiettezza espressiva. L’atmosfera tensiva di Another Mistake crea un certo stato di suspense. I gorgheggi rarefatti di Valentina Frezza lasciano con il fiato sospeso. Qui il playing di Colombatti è magnetico, a sprazzi introspettivo. Ideato a cavallo fra contemporary jazz e contemporary fusion, Fly Down è un album che volge lo sguardo all’innovazione, anche attraverso una concezione tutt’altro che pedissequa dal punto di vista melodico, armonico, improvvisativo e ritmico.

Stefano Dentice