Recensione “Reality Control Test” di “RCT”

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RCT

Etichetta discografica: Honolulu Records

Anno produzione: 2018

Un climax onirico, a sprazzi velatamente enigmatico, che contagia di primo acchito l’ascoltatore, immergendolo profondamente in una dimensione intimistica. Reality Control Test è la nuova creatura discografica partorita da RCT, fulgida e interessante formazione costituita da Lorenzo Blardone (pianoforte), Marco Rottoli (contrabbasso) e Riccardo Chiaberta (batteria). La tracklist consta di nove composizioni originali figlie della feracità di Chiaberta, Blardone e Rottoli. Dark Outside (Riccardo Chiaberta) è un brano etereo, pervasivo, ornato da paesaggi sonori immaginifici. Il pianismo di Lorenzo Blardone è ipnotico, icastico, pregno di spirito descrittivo, locupletato dal manto coloristico cesellato dalla coppia Rottoli-Chiaberta. Il mood di Into the void (Lorenzo Blardone) provoca un sussulto emozionale. L’eloquio del pianista è meditativo, ponderato con acume interpretativo, quasi come fosse scolpito in una roccia marmorea. In Cronos (Marco Rottoli) regna (almeno nelle prime misure) un’atmosfera criptica. Qui l’incedere di Blardone è guizzante, a tratti (scientemente) sghimbescio, ricco di intarsi armonici e sostenuto dallo stimolante ed efficace comping intessuto da Chiaberta. Decisamente in orbita contemporary jazz, adornato da sfumature che occhieggiano al Nord Europa e da alcuni preziosismi armonici e ritmici, Reality Control Test è uno di quei dischi che lasciano un segno, soprattutto dal punto di vista delle sensazioni interiori. Un album in cui ogni singola nota non è snocciolata a caso, ma valorizzata appieno da una tangibile sensibilità comunicativa.

Stefano Dentice