Recensione “Stranger at home” di Gaspare Bernardi

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Gaspare Bernardi

Etichetta discografica: Incipit Records

Anno produzione: 2017

Atmosfere sonore oniriche, avvolgenti, che immergono la mente in un viaggio immaginifico. Stranger at home è la nuova creatura discografica partorita dalla ferace meninge dell’ardimentoso polistrumentista e compositore Gaspare Bernardi, che per questa avventura è affiancato da partner di indubbio valore come Sarita (voce), Giò Cozza (voce e tastiere), Ugo Moroni (chitarra), Lele Leucci (chitarra synth), G. Battista Giorgi (basso), Giuseppe Tortorelli (batteria), nonché da due ospiti di levatura internazionale del calibro di Markus Stockhausen (tromba in Horizons) e Achille Succi (clarinetto basso in Prelude e Bye Mommy Bye). La tracklist si compone di dieci brani originali frutto dell’ubertosità compositiva di Gaspare Bernardi, eccezion fatta per Driving on my Mountains (Bernardi-Leucci), Prelude (Bernardi-Leucci), Compostela walking (Bernardi-Leucci) e Suspance Nights (Nicola Scianamè). Il climax di Prelude è etereo. Qui Succi e Bernardi interagiscono amabilmente, con placidità espressiva e toccante senso narrativo. Horizons è una composizione rarefatta, locupletata da un mood lunare. L’eloquio di Stockhausen è introspettivo, pervasivo, scolpito nell’aria. Bye Mommy Bye è un brano che si avviluppa attorno a un velo di mestizia. L’incedere tendenzialmente laid back di Gaspare Bernardi è cesellato con una raffinatezza d’altri tempi. Stranger at home è un album che ammicca all’ambient music, debordante di pathos comunicativo, concepito come una sorta di colonna sonora che descrive affettuosamente le meraviglie del Creato.

Stefano Dentice