Recensione “Elektroshot” di Attilio Pisarri

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Attilio Pisarri

Etichetta discografica: Naked Tapes

Anno produzione: 2017

Possente groove, stimolanti intrecci e incastri poliritmici, metriche dispari e un sound assai incisivo, impreziosito da un uso massiccio e moderno dell’elettronica, costituiscono i punti focali di Elektroshot, nuova realizzazione discografica concepita dall’estroso chitarrista e tastierista Attilio Pisarri. Per questa progetto il leader si affida a tre partner di irrefutabile spessore come Michele Polga (sax tenore), Andrea Lombardini (basso ed elettronica) e Phil Mer (batteria). I nove brani che compongono la tracklist sono frutto della vivida vena creativa di Pisarri. Don’t Feed the Troll è una composizione altamente adrenalinica. L’incedere del chitarrista è ipnotico, fluente, sostenuto dal comping decisamente energico e ricco cesellato dal tandem Mer-Lombardini. Il mood cosmico di Phlegmatic City trasporta idealmente l’ascoltatore in un universo parallelo. Pisarri dà vita a un eloquio cantabile, debordante di espressività. Il riff di 13 on the Floor è particolarmente accattivante. Qui, il quartetto, attraverso l’ausilio delle diavolerie elettroniche, architetta manti sonori avveniristici e sorprendenti, che lasciano ampio spazio a una fervida immaginazione. Elektroshot è un disco polimorfo, estremamente interessante, incardinato su una singolare miscellanea che coniuga generi come il rock, il contemporary jazz e la creative music, in cui la tensione ritmica si taglia a fette dalla prima all’ultima traccia.

Stefano Dentice