Recensione “Cycles” di Marcello Bonanno

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Marcello Bonanno

Etichetta discografica: Almendra Music

Anno produzione: 2017

Un tourbillon di emozioni  differenti, di frangenti decisamente tensivi, fortemente energici, che si alternano brillantemente a momenti di pura seraficità espressiva. Cycles è la nuova fatica discografica, concepita in Piano Solo, a cura del pianista e compositore Marcello Bonanno. I tredici brani che costituiscono la tracklist sono frutto della sua ubertosa materia grigia. Milano è una composizione burrascosa. Il playing di Bonanno è marcatamente percussivo, debordante di preziosismi armonici particolarmente intriganti. Il mood di Cycle II è onirico, adornato da un pathos ammantante. Qui Bonanno cesella un pianismo intenso, che spicca per trasporto emotivo e callidità nell’utilizzo della dinamica. Il riff di Gyorgyplatz è incalzante, da contagio emozionale immediato. Marcello Bonanno lavora sapientemente con mano destra e sinistra creando un flusso sonoro ipnotico. Il pianto di Chiara è un brano avvolto in un climax lunare, struggente, dal quale traspare un senso di mestizia. L’eloquio del pianista è appassionato, imperlato da un genuino senso melodico e da un intimo senso narrativo. Cycles è un album rigoglioso, in cui Marcello Bonanno, in alcuni brani, percuote gli ottantotto tasti come fossero tamburi, grazie a un’eccellente padronanza strumentale e a un nerbo devastante. In altri, invece, li sfiora con leggiadria, gusto e candore descrittivo, per raccontare storie che lasciano il segno.

Stefano Dentice