Recensione “By The River” di Simone Nobili

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Simone Nobili

Etichetta discografica: Felmay

Anno produzione: 2017

Romantica cantabilità e generosità comunicativa che si intersecano simbioticamente creando intense suggestioni. By The River è la nuova realizzazione discografica a cura del fine chitarrista e compositore Simone Nobili, accompagnato in questo progetto da Giacomo Dominici (contrabbasso), Massimo Ferri (batteria) e l’ospite Daniele Di Gregorio (vibrafono in Echoes From The Past e Sunshine). I dieci brani che costituisco la tracklist sono frutto dell’acume compositivo di Nobili, ad esclusione di My Song (Keith Jarrett). La placidità espressa in Echoes From The Past è toccante. L’incedere di Di Gregorio è diamantino, fluido, carezzevole. Da Strange Relationship sgorga l’anima mediterranea che alberga nei cromosomi del chitarrista e dei suoi sodali. L’eloquio di Nobili è appassionato, imperlato da un vibrante trasporto emotivo. Il tandem Dominici-Ferri intesse un comping perfettamente calzante e incisivo. Il volteggiante andamento ternario di Sunshine è denso di fascino. Il sermone del vibrafonista è narrativo, impreziosito da un ammirevole senso melodico e da alcune improvvise impennate cromatiche. By The River è un album che strizza l’occhio al contemporary jazz, in cui il nauseante individualismo tecnico è tassativamente proibito. Al contrario, i quattro protagonisti nutrono profondo rispetto per il mood dei brani composti, mettendo al servizio delle dieci composizioni tutta la loro spontaneità espressiva e la loro ricca musicalità.

Stefano Dentice