SENTIMENTALE – DEDICATO A LELIO LUTTAZZI

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SENTIMENTALE – DEDICATO A LELIO LUTTAZZI

Barbara Errico

Etichetta discografica: Koiné Records

Anno produzione: 2014

Un sincero e affettuoso omaggio dedicato a un regale artista, dallo spiccato eclettismo e fine senso dell’umorismo, che in 67 anni di onorata carriera ha scritto pagine indelebili della musica italiana: Lelio Luttazzi. Barbara Errico, cantante jazz dalla vocalità cristallina e aggraziata, lo tributa con un album dal titolo eloquente: Sentimentale – Dedicato a Lelio Luttazzi. Per questa sua avventura discografica si affida a un ricco parterre di musicisti dall’indubbio spessore, come: Claudio Corvini (tromba), Sandro Deidda (sax tenore e clarinetto), Antonio Onorato (chitarre), Saverio Tasca (vibrafono), Antonello Vannucchi (pianoforte), Lorenzo Hengeller (pianoforte e voce), Franco Feruglio (contrabbasso e chitarra), Massimo Moriconi (contrabbasso), Giorgio Rosciglione (contrabbasso), Gianluca Nanni (batteria), Emanuel Donadelli (batteria) e il quartetto d’archi Pezzè costituito da: Nicola Mansutti (violino), Lucia Clonfero (violino), Elena Allegretto (viola), Mara Grion (violoncello). Il cd contiene dodici tracce, di cui solo due non portano la firma del compianto Luttazzi: Love is here to stay (George GershwinIra Gershwin) e Blue Skies (Irving Berlin). In Mi piace Barbara Errico eleva le sue qualità interpretative, adornate da un timbro particolarmente delicato. L’eloquio di Tasca è onirico, trasudante di pathos. La spassosa ironia espressa dalla cantante e da Hengeller in Chi mai sei tu coinvolge immediatamente l’ascoltatore. Qui la Errico e Lorenzo Hengeller (in questo brano cantante e pianista) duettano brillantemente con gusto e considerevole raffinatezza comunicativa. In Sentimentale, le carezzevoli linee melodiche intessute da Deidda e Corvini creano un’atmosfera romantica, enfatizzata dall’eleganze vocale di Barbara Errico. Sentimentale – Dedicato a Lelio Luttazzi è un album concepito con viscerale passione e godibile senso dello humor, che evoca ambientazioni retrò dal sapore nostalgico.

Stefano Dentice